Come allontanare tutte le avance in una settimana per poi ripiegare su attori francesi sensuali

Dopo un’altra settimana di montagna che ho trascorso rinchiusa in un bellissimo chalet in mezzo al bosco abboffandomi di dolci ed ascoltando le ciarle della mia amica su tutte le fandom di questo mondo l’unica salvezza è stata Vincent Cassel. Lui e Il Cigno Nero mi hanno fornito sufficienti fantasie erotiche per evadere da una settimana di vacanza abbastanza deludente ed in cui la nostalgia di casa si è fatta più viva.

Ecco, quest’anno, scopro che tutte le amiche che mi stanno invitando in vacanza, nell’esatto periodo in cui ci sono io sono tristi, o pensierose, o malinconiche, o incazzate o non lo so, fatto sta che mi sono dovuta sorbire quasi tre settimane di depression time e sento che anche il mio di buon umore è seriamente a rischio. Ma! C’è un ma! Sono una persona solare e ipocrita perciò cercherò con ogni mezzo di sfoggiare un sorriso con il quale irradiare le mie giornate!

Questa settimana non ho film che mi facciano fare piccoli viaggi nel mio subconscio dal momento che mi trovo a Forte dei Marmi. Posto particolare Forte dei Marmi, la gente è ricca, sostanzialmente, il lungomare è “costellato” (e non uso la parola costellato a sproposito) di ville e villette ed hotel con un numero di stelle che non credevo esistesse. Solo l’altro giorno tre ragazzi del posto, dopo essersi cavati i pantaloni e aver pisciato nei remoti angoli della spiaggia, si sono appropinquati al nostro salviettone (ero con un’amica) per offrirci due bottiglie di ottimo Bollinger del 1999 vuote (e questo spiegherebbe perché hanno mostrato il loro lato migliore nel bel mezzo della spiaggia) e dei soldi. Tre ragazzi, seminudi, e molto molto avvenenti (per non usare termini rozzi) ci volevano dare dei soldi, così, a caso. Il ragazzo biondo ha aperto il portafogli e ne è uscita una quantità difficile da credere di banconote da cinquanta.

Mi sembrava immorale chiedergliene un paio.

Insomma, questo vi dà la dimensione del posto in cui ci troviamo.

Ora come ora sono qui sul letto, la mia amica, in fianco a me, si diletta nella lettura di Città di Carta, di John Green. Sento che dirò una cattiveria ma non capisco come i libri di John Green siano diventati tanto famosi tra gli adolescenti. Non è possibile che una massa variabile di persone intorno al milione e mezzo sia abbastanza intelligente da capire le sue metafore, i suoi insegnamenti di vita. No. Mi sento di escludere che un’orda di teenagers sia abbastanza intelligente da riuscire ad apprezzare realmente questo libro.

Beh, comunque stamattina niente spiaggia. Ripiegheremo sul pomeriggio per evitare ulteriori ustioni di quelle che oramai abbiamo accettato di sentir bruciare sul nostro corpo. Io in particolare mi sono scottata OVUNQUE e questo solo il primo giorno, ma qui a Forte si riuscirebbe a rimorchiare anche con un filo di bava che scende da un angolo della bocca quindi, con discreto successo, siamo riuscite ad ottenere le attenzioni di qualcuno ed è andata pressappoco così:

  • I PRIMI: bellone abbronzato e tatuato con una tartaruga scolpita e fluente chioma di ricci biondi insieme ad amico moro con occhi azzurri ci invitano a giocare a palla per constatare un attimo dopo che avrebbero potuto essere nostri genitori e una notte di sesso folle tra ventitreenni e sedicenni non si poteva fare.

    A me e alla mia amica piaceva lo stesso.

    So hot ! ✋

  • I SECONDI: un gruppo di ragazzi al molo parla ininterrottamente di cinema ed io, dall’altra parte, li ascolto e sbatto la testa contro alla ringhiera in quanto sento di avere mille occasioni per prendere parte alla loro discussione ed instaurare una conversazione ma mi manca il coraggio. Dopo un quarto d’ora di agonia la mia amica, seccata, irrompe nel gruppo ed espone la mia frustrazione da cinema-malata e riusciamo ad inserirci fino a che il gruppo si sfoltisce e rimangono due ragazzi. Intelligenti, brillanti e divertenti, il primo è alto, un po’ troppo, magro e moro. Il secondo è da volar via. Occhi azzurri, chioma di capelli castani spettinati, bellissimo sorriso. Ci hanno dato i rispettivi nominativi per tenersi in contatto per poi “sbolognarci” (tirarci un bidone, due di picche) brutalmente il giorno successivo con il classico “magari ci si risente”.

    A me e alla mia amica piaceva lo stesso.

    .

  • I TERZI: il terzo episodio è già stato narrato in precedenza. Tre ragazzi mezzi ubriachi e molto socevoli e “benestanti” di cui uno particolarmente bello. Biondo, abbronzato, tatuaggio, voce sensuale. Ci hanno dato le indicazioni per trovare il loro appartamento invitandoci a passare una serata insieme all’insegna della frase “le bocce sono sempre le benvenute!” Non siamo ancora riuscite a trovare l’appartamento, ma credo che io e la mia compare useremo l’ormone-detector per trovarli.

    A me e alla mia amica piaceva lo stesso.

Ed ora quindi eccoci qui, stanche, provate e in balia degli ormoni, senza Vincent Cassel a tirarci sù.

Nel Cigno Nero è spettacolare. Questo film è preda di un vortice di passione, una passione repressa in maniera malata e che cerca di sbocciare per vie traverse e oscure. Bellissimo. Strepitoso. Meraviglioso! E poi, oltre al tanto caro Vincent abbiamo un cast che dispone di Natalie Portman, Mila Kunis e Winona Ryder. Tanta roba.

Untitled

Ovviamente, nella settimana di filmografia folle passata nello chalet ho dovuto anche adattarmi (e la cosa non mi ha fatto schifo) a film di livello un po’ più basso ma sempre ben voluti. Come Capodanno a New York, che sarà il classico, prevedibile film d’amore diabetico ma con il cast di cui dispone non posso fare a meno di amarlo! Oltre al fatto che, per una questione di coerenza, se mi piace un film come Love Actually, mi deve piacere anche questo. Per rendere chiaro cosa intendo per cast sensazionale mi basterà citare qualche nome: Robert De Niro, Halle Berry, Hilary Swank, Bon Jovi, Katherine Heigl, Sofia Vergara, Zac Efron, Michelle Pfeiffer, Sarah Jessica Parker, Abigail Breslin, Ashton Kutcher, Lea Michele, Jessica Biel, Josh Duhamel.

Capite ora cosa intendo.

Dunque questa è la fine.

Per il resto della mattinata credo che dormirò, e forse scriverò, e leggerò qualche straziante racconto di Edgar Allan Poe.

Camilla

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