Matrix e noodles

Allora…premettiamo una mattinata infelice dettata dal fatto che mi sono riscoperta una pancia davvero imbarazzante. E non è pancia da birra, ve lo assicuro, perché ho la fortuna di non averci un buon rapporto. Ma questo è troppo, questo è davvero troppo, insomma comincia a diventare imbarazzante girare con…questa cosa!

A colazione una squisita macedonia strapiena di mele (frutto obsoleto e banale la mela, a mio parere) e poi latte freddo al bar. Deprimente, abbastanza deprimente direi, ma mi ha come dato la sensazione di mangiare sano e poi a pranzo mi sono sparata una scodella di noodles. Per chi non fosse pratico del gergo accennerò alla spiegazione: i noodles sono i classici spaghetti cinesi. Si vendono in bustine e sono agglomerati di questa pasta simile ai capelli d’angelo sulla quale va versata dell’acqua bollente e lasciata lì per circa cinque minuti fino a che comincia a sembrare cibo, sostanzialmente. In altre parole vi basta guardare Kung Fu Panda Ponyo sulla scogliera per farvi un’idea.

Dunque mi trovo in una situazione pressappoco così: lo sguardo fisso sull’ammasso informe di spaghetti che galleggia nell’acqua bollente, pasta sparsa sul pavimento, i crackers sono finiti e l’idea di divorare selvaggiamente una banana mi eccita quasi sessualmente tant’è la fame. La mia vita mi pare d’un tratto incredibilmente monotona ed allo stesso tempo comica, ci si potrebbe quasi fare un film. “No, chissà cheppalle.” penso tra me e me. Ci vuole un film per scaldare l’ambiente, o per raffreddarlo, è irrilevante, basta smuovere un po’ la situazione perché comincia a diventare imbarazzante. Apro l’armadietto dei film e la soluzione mi appare chiara, fin troppo chiara: MATRIX.

La mente geniale che ha progettato un film simile merita un grandissimo elogio. Esseri umani imprigionati (inconsapevolmente) in una realtà virtuale? Una realtà virtuale che solo alcuni sono in grado di modificare a loro piacimento, cioè…è fantastico! Ci sono scene storiche in questo film che fanno venire la pelle d’oca! E’ un misto di azione e fantascienza che lascia senza fiato, voglio dire, la sparatoria finale è qualcosa di spettacolare. La musica, le scene a rallentatore. Avete idea di quale sia l’impatto emotivo delle scene a rallentatore??

E poi guardate le tutine di pelle nera di Trinity e ditemi, guardatemi negli occhi e ditemi se non avete mai desiderato delle mises simili per andare a lavoro.

Con questo chiudo la mia giornata e me ne vado a dormire, dopo essere stata travolta dai milioni di tornadi di Into the storm, aver scoperto che un f5 supera i 322 km/h e aver mangiato un hamburger delle dimensione di un f5 credo sia il caso di congedarsi e lasciare che il mondo faccia il suo corso anche la notte senza doversi sorbire i miei deliri.

Bonne nuit!

Camilla

 

 

 

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