Give me blues

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Sisi, lo so, non dite niente. Sarà un mese che non scrivo. È stato un inizio scuola traumatico e mi sento molto cambiata. Saranno i tre chili fatti durante le vacanze? Sarà che comincio a percepire l’esistenza di muscoli nel mio corpo “ameboso”? Ebbene sì, ho iniziato ad andare a correre ogni mattina, alle 6, prima della scuola. È rinvigorente, molto rinvigorente! Nonostante il suicidio sembrasse inizialmente una simpatica alternativa in confronto, ora ho preso l’abitudine e posso affermare che privarmi della mia corsetta mattutina al buio sarebbe un dispiacere. E poi, con tutti i film in cui il protagonista atleta riversa le sue energie e la sua anima nello sport diventando una leggenda, cominciavo a sentirmi una merdaccia, diciamocela tutta.

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Ad ogni proposito sono qui per manifestare tutto il mio feroce (e vagamente inquietante) entusiasmo per un film che ho visto ieri l’altro: Cadillac Records. Premesso che io ho un debole per questi film di riscatto sociale o quelli che parlano delle leggende della musica. Con un film che parla di riscatto sociale attraverso la musica  che, alla fine, porta i protagonisti al successo….capite che ho avuto serie difficoltà a non scaricarmi OGNI canzone della soundtrack e a non fissarmi in maniera maniacale con questo film. Essendo io una di quelle persone che i vicini, col tempo, si ricoprono ad odiare perché cantano a squarciagola tutta la giornata, ho subito un’importante rivelazione artistica e, per un giorno soltanto, mi sono sentita Etha James sotto la doccia. Mentre gorgogliavo e facevo mugugnii rochi nel disperato tentativo di imitare le splendide voci nere (con tanto di “oh yeah babe!”) ho realizzato quanto lamusica abbia un effetto devastante sulle persone, sia dal lato buono che da quello cattivo. Se il lavoro ti porta a trasformarla da passione ad ossessione tutta la sua bellezza decade ed ogni nota è una ricerca faticosa.

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Ma, in Cadillac Records, storia vera di Muddy Waters (Jeffrey Wright), Etta James (Beyoncé Knowles), Leo Chess (Adrien Brody), Chuck Barry (Mos Def), Little Walter (Columbus Short) e Howlin Wolf (Eamonn Walker), la musica è, non solo lavoro, ma è vita, è passione, sesso, amore, è ogni cosa. Le donne che questi uomini desiderano di toccare (con una frequenza imbarazzante) nascono dalle loro voci e dai suoni delle loro chitarre. L’atmosfera di questo film è allucinogena, la musica penetra in maniera sensuale e travolgente. Verrebbe voglia di trascorrere il resto della propria vita nella stramaledetta sala di registrazione.
L’interpretazione di ogni singolo attore è magistrale, persino Beyoncé Knowles ha fatto la sua porca figura con il suo personaggio dalla faccia tosta e la voce angelica e potente.
Spero di avervi convinto, insomma.

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