Il preludio della felicità

Le vacanze di Natale. Dio mio che dramma le vacanze di Natale.

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Il mio problema è uno ed uno soltanto: l’aspettativa. L’aspettativa è insidiosa e monotona, del tutto prevedibile ma, accidenti a me, io ci casco sempre. Massì perché è così bello gonfiarsi l’attesa di gioia e trepidazione. Ora capisco cosa provava  Ebenezer Scrooge in A Christmas Carol, tutte le volte si aspettava i botti (non in senso letterale perché io ripudio il culto del petardo, se fosse una religione io sarei un kamikaze terrorista) e alla fine si accorgeva di essere sempre lo stesso, non più ricco, non più buono, nessuno varcava la sua porta e manifestava reale affetto se non velato da una leggera compassione per un uomo che non provava entusiasmo della sua vita. E poi, diciamocelo, alla fine io capisco che riscopra la gioia di vivere eccetera ma che diventi un totale rincoglionito del tipo “ueeeee…una lastra di ghiaccio! Ho ottant’anni ma ci scivolerò sopra comunque per vedere se riesco a spaccarmi il collo e mentre sarò a terra morto gli orfani mi ruberanno il bastone d’oro e si mangeranno il mio braccio ossuto come dei coyote affamati!”

 

Beh, insomma avete capito.
I periodi di riposo sono da sempre un trauma per me, non che sia un’iperattiva, parliamoci chiaro. È che ogni santa volta dimentico che la felicità non è un traguardo, un confine da raggiungere ed oltrepassare ma è un compagno di viaggio, è il tragitto. Ma scioccamente la si ignora e ci si aspetta che qualcosa di incredibile accada al traguardo ma in realtà una volta superato siamo ancora noi, lì, fermi a guardare e vivere lo stesso mondo di prima. Neppure l’aria è cambiata. Meryl Streep in The Hours lo spiega molto meglio:

Mi ricordo che una mattina mi sono svegliata all’alba con dentro un grande senso di aspettativa, hai presento, no? Lo conosci? E mi ricordo di aver pensato: ecco questo è il preludio della felicità! Questo è solo l’inizio, ed ora in poi crescerà sempre di più.. Non mi ha sfiorato l’idea che non fosse il preludio, era quella la felicità. Era quello il momento, era quello

Camilla

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