tumblr_mfm3rggwEA1ql7cgro1_250Non sapere.

Sei terrorizzato, angosciato, emozionato, intrigato dal non sapere.
Lo so, te lo leggo negli occhi.
Ti leggo negli occhi il vuoto, un vuoto agognato ma improvvisamente vano,
ti ritrovi lì davanti a qualcosa che non sai, che non conosci.
E la gola ti si stringe e il cuore forse pulsa nelle ginocchia,
magari ha sempre pulsato lì, oramai niente è più certo.
Scegliere d’altro canto dovrebbe tirarti fuori dall’oblio dell’ignoranza,
scegli e ti allontani in contingenze che avrai tutto il tempo di approfondire
e renderti familiari.
Perché allora te ne stai lì impalato?
Non ti dà fastidio sentirti tutta questa paura addosso,
oppure tu sentirti tutta quella febbricitante curiosità?
Apri la porta, imbocca la via, rispondi al messaggio, volgi lo sguardo,gira la pagina, sporgiti e buttati, baciala, bacialo, guardali, alza la mano, corri da loro, mangia la mela, riprendi la scarpa, chiudi l’email, comincia a correre, grida, canta, parla, racconta, sospira, pensa, non farlo, sì adesso fallo, no aspetta non farlo scegli una carta scegli un colore scegli una via lasciala prendila amala odiala ridipingila di giallo che neutro è meglio no è meglio rosa okay amore toast o biscotti quale vestito? Anna, quale vestito? non lo so fa lo stesso, scegli! Scegli! Scegli Anna! Scegli il fottuto vestito!
E sempre la scelta ti inculca nel torace quell’insopportabile ticchettìo di disappunto, quella specie di singhiozzo che sale e scende senza uscire in un verso sgradevole, sale e scende e ti irrita perché in fondo non si può mai sapere cosa sarebbe successo se avessimo scelto altro.
Allora è un trucco! Un inganno! Così non va bene! Nononono non ci piace, non ti piace? Ti sta bene? A me no! La scelta ti seduce bella, misteriosa, inquietante e buia ma ti offre una via che potrai impararti a memoria, vieni di qua o vai di là, conoscerai ogni angolo di ciò che sceglierai, sarà il palmo della tua mano, sarà così tuo, tuo nella memoria, nel ricordo, nel presente e perfino nel futuro, sarà una certezza presente e il cambiamento non potrà disfarti. E allora tu vuoi fuggire no? Dal non sapere intendo. Vuoi fuggire? E quindi scegli e hai paura perché ancora non conosci, ma conoscerai quindi scegli. E poi scegli e tac! Ecco la fregatura! Conosci questo. Conosci adesso. Conosci qui. Ma non conosci là, non conosci cos’avresti potuto scegliere. Conosci il presente e non il condizionale, conosci ciò che hai fatto e non ciò che avresti potuto fare, e in effetti non sai se è meglio o peggio. Quindi puoi dire di conoscere te stesso se conosci solo una delle cose che avresti potuto fare? Come puoi dire di conoscere il labirinto se di fatto hai preso fin da subito la strada che ti ha condotto all’uscita? Ed ecco la scelta ti ha preso con l’inganno e ti ha promesso un rifugio dall’ignoranza e invece eccoti qui, quel ticchettìo nel torace, il dubbio. Piccolo, innocuo, superfluo dubbio presente costantemente testardamente fastidiosamente presente. Dubbio. Non se ne va mica.

Camilla

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