Favolosa realtà

In questo periodo sì, posso affermare con orgoglio di sentirmi un po’ Disney. Un po’ fiabesca e sognatrice, perché no? Fa bene a tutti. Into the Woods, però ha fatto traboccare il vaso. Vedere troppa felicità, troppo fantasy fa male e voglio che voi lo sappiate fin d’ora e che non facciate i miei stessi errori. Ecco, Into the Woods di bello, oltre ovviamente al fatto che è una figata di film, c’ha che è tratto proprio dalle fiabe dei fratelli Grimm, quindi con un tocco di macabritudine, macabrezza, macabrità, beh quella, in più. Le sorellastre si tagliano le dita dei piedi per infilare le scarpe, il principe di raperonzolo che rimane cieco, Cenerentola che non ha nessuna fata madrina. Dettagli invece come il bellissimo Principe Azzurro interpretato da Chris Pine e da lui dipinto come un donnaiolo egocentrico; oppure il Lupo Cattivo di Johnny Depp che, se fossi stata io la bambina, avrebbe dovuto aver lui paura; Meryl Streep nei panni della perfida strega alla ricerca della sua antica bellezza mi sono piaciuti assai. Il bello di questo film è stato, come mi ha fatto notare saggiamente la mia amica, che nessun personaggio è completamente buono e nessuno è completamente cattivo. Qui spoiler quindi fuggite finché siete in tempo: esempio la moglie del fornaio che si lascia baciare e sedurre dal Principe Azzurro; il Principe Azzurro che dopo aver conquistato Cenerentola non può che evitare di rincorrere gli altri esemplari del sesso femminile come nella caccia alla poiana; la Strega Cattiva che rinchiude Raperonzolo e getta la maledizione sulla famiglia del fornaio, voleva solo, in fondo, ritornare giovane e bella ed essere una buona madre; e Cenerentola che dopo aver toccato le stelle si rende conto che non è quello che vuole e tanti altri esempi. La cosa brutta dei fantasy è forse l’umanità che trasudano celata da sfarzo, cose impossibili, magia, colori e lieti fine. Ti fa così semplicemente intendere che si tratta di un’ipotetica ed immaginaria bellezza, ti accarezza, ti sfiora nel concreto ma ti rende chiaro il fatto che non hai nemmeno la più lontana possibilità di vivere una cosa simile.

Sono uscita dalla sala afflitta per il povero Principe Azzurro rimasto a bocca asciutta, disagio al quale avrei voluto, con tutte le più buone intenzioni, porre rimedio io stessa.

 

Camilla

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