Salvami da questa marmaglie di uomini, Maryl!

È difficile guardare un film con occhi obiettivi quando si hanno 17 anni, fame sessuale e lacune sentimentali da riempire. Insomma, con questi problemi viene da inserire tra i film preferiti una chicca come Pretty Princess, solo per la presenza di Chris Pine; mi viene da innamorarmi perdutamente di John Cusack nonostante sia uno psicopatico in America’s Sweethearts. Capite la dinamica? Non riesco a guardare un film d’amore serenamente.
È evidente che ci sono diversi irrisolti nella mia percezione di me, ho riflettuto sul fatto che forse concentrarsi su un ragazzo diventa un ottimo diversivo per non pensare a sè. Nel momento in cui c’è la possibilità di piacere a qualcuno la mia anima va in pace, ed è come se il carburante impiegato nello sforzo per tentare di piacermi venisse risparmiato.
No. Non va bene.
Se ve lo state chiedendo, ho pensato di scrivere dei miei deliri, oggi 1) perché, sostanzialmente sono egocentrica come la merda  ma 2) anche per far si che dopo uno dei miei post molti di voi acquistino positività e autostima.
Era partito tutto dal fatto che gli ormoni disorientano il proprio giudizio obiettivo nei film, ed è verissimo.  La fine di un film d’amore comporta sempre una ricaduta psicologica come si può verificare, ad esempio, con Julie & Julia. Propriamente non è un film romantico ma ogni parola che esce dalla bocca di Stanley Tucci fa crogiolare in un mondo di cibo e sesso. “Julia, tu sei il burro sul mio pane e il pane della mia vita. Ti amo, ragazza mia.” Questa frase accompagnata dal fatto che i due stronzi vivono a Parigi e passano il loro tempo a mangiare e scopare, ecco, diciamo che mi lascia un lieve senso di irritazione, di fastidio.
Poi ovviamente c’è il film come Easy Girl  che suscita domande del tipo “come mai una ragazza così brillante come Olive è riuscita a trovare un ragazzo esattamente uguale a lei, intelligente, interessante e figo?” e anche qua, botta di malinconia. Potrei citarne altri trecento.


L’ultimo che ho visto è Dov’eravamo rimasti, con Meryl Streep, la sua adorata figliuola (brava come la mamma, per intenderci) e Kevin Klein. Premesso che trovo veramente sconcertante che Kevin Klein insista nel piacermi anche coi reumatismi; il film è stato, come dire? Una ventata fresca. Si dice? No. Una boccata d’aria, ‘no schiaffo de ottimismo. Anche se vorrei capire come mai Meryl Streep riesce ad essere sexy alla sua veneranda età, concia a mo’ di vecchia rocker fallita con i leggins di pelle e le treccine solo da una parte, e io sono affascinante come un barattolo di noccioline.
Perché? Dico io, dove lo trovano il fascino certe donne? Lo chiedo a te, mamma, che riesci ad avere sensualità andando da Gigetto a mangiare i carciofi alla romana. Cosa sudate voi donne piacenti? Fascino? C’è una crema? Una galletta particolare di riso che vi fa sembrare così interessanti?
Mia madre dice “sei gnocca, non puoi essere anche affascinante”, mio padre invece predilige la teoria: “saggia e un po’ troia, che non guasta”.
Io, per ora, sono nella fase in cui ho più voglia di un bicchiere di vino e di pesche ripiene piuttosto che di ragazzi.
Maschi. Per i maschi sono troppo, sono troppo codarda, troppo poco intraprendente e allo stesso tempo troppo impegnativa. Per gli uomini sono troppo poco esperta e troppo poco interessante.
Solo gli aperitivi mi sanno apprezzare e, di conseguenza, mi sono ridotta ad avere i taralli come fantasia erotica, fate voi.
Noi però dovevamo parlare d’amore, e non di fantasie erotiche sui taralli…o sbaglio?

Dov’eravamo rimasti?
La parte più bella è la fine, tutti sono sulla pista a ballare e viene inquadrata Julie (Mamie Gummer). E’ il matrimonio di suo fratello e tutti ballano, a lei scenderebbe una lacrima ripensando al suo ex marito ma la trattiene. Tradizionalmente ci si aspetterebbe che un bel giovanotto si appropinqui al tavolo per chiederle di ballare, così il cerchio sarebbe completo ed ogni cosa rotta avrebbe il suo pezzetto di scotch. E invece no, Julie ha paura ed è triste, ma Julie si alza e va a ballare, ed è bellissima. Julie va a ballare da sola perché non c’è bisogno di avere qualcuno tra le braccia quando si balla e quando si ha voglia di essere felici. Questo ha consolidato la mia certezza che l’amore è sopravvalutato, che deve essere bellissimo, ma non è l’unica cosa, o meglio lo è, ma non l’amore per un partner necessariamente. L’amore per la bellezza, per un genitore, per un amico, l’amore per la propria passione, per se stessi. Soprattutto l’amore per se stessi, quello è il più importante.

E poi ovviamente Ricki e Greg si baciano sul palco durante le pause nella canzone strofinandosi teneramente il naso l’uno contro l’altro e la mia teoria se ne va a puttane.

 

 

Camilla

PS: o forse sono condizionata dal fatto che Greg è dannatamente figo? Mmmm…
PPS: sottolineo che sia in Easy Girl che in Julie & Julia  ed anche in America’s Sweethearts Stanley Tucci fa parte del cast. Coincidenze? Io non credo.

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