Il chianti mi schianta

E per porre rimedio al triste ritorno in patria dall’Inghilterra si tracannò quattro bicchieri di Chianti accompagnati da forchettate di maiale arrosto. Dopo giorni di panini, fish and chips e caffé americano è stato piuttosto consolatorio.  Ora, però, lo schiaffo dell’italianità mi ha colto impreparata. Sicuramente non è stato di aiuto dover andare a scuola esattamente il giorno dopo, ma questa è un’altra storia. L’unico motivo che mi ha fatto spostare da un piano all’altro della scuola se ne stava gongolante in un’altra classe. Giustamente ho pensato che, al posto di rimorchiare un inglese per non rivederlo mai più sarebbe stato più saggio invaghirmi di uno dei miei compagni d’avventura. Che gusto c’è sennò? Il mio tentativo di approccio ha sfiorato la commedia. Hugh Grant in Love Actually, uguale. Ho deciso che non fa per me, nonostante trovo sia molto paradossale aver fatto dei pompini prima di aver imparato a provarci con un ragazzo. I puttanieri hanno quella caratteristica che sono diretti. Due mosse: ci provano, ci stai. Fine. Caso chiuso. Fatto e mangiato. E non se ne parla più. Viva i playboy ed il loro esplicito approccio che non lascia spazio ad immaginazione e paure. Chi sa qual è la strategia d’azione più indicata? L’istinto di saltargli addosso, dicono (ma secondo me è una menzogna) che non vada seguito.

Sono confusa.

 

 

Camilla

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