Ricatto amore

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Ho dei ridicoli limiti mentali.
Ridicoli. Veramente ridicoli.
Limiti che non pensavo nemmeno di avere. Solo che in un film sembra tutto lineare e scontato. Le cose scontate non sono mai belle ma a volte sarebbe carino potersi stringere ad una sicurezza. E i miei fantomatici limiti me lo impediscono, mi rendono schiava dei miei pensieri, delle mie paure, dei miei vuoti. E nulla sembra avere una giustificazione in sé e per sé, nulla è gradevole e basta. L’estetica si trasforma in qualcosa di premasticato da tutte le mie insicurezze. Ed è fastidioso. È fastidioso distruggersi la propria stessa bellezza. Distruggere quello che si ha di bello, quello che di bello si prova. Oppure far finta di niente, o provare, ritentare.
Ho dei ridicoli limiti mentali.
Ho il limite di non riuscire ad essere me, di non riuscire a farmi conoscere. E giuro mi piacerebbe così tanto. In Ricatto d’Amore quei due stronzi di Sandra Bullock e Ryan Reynolds si sposano che nemmeno si conoscono. Hanno superato la loro maschera, si sono mostrati vulnerabili. Forse questo li ha fatti innamorare. E io ne sono incapace. Anzi, ne sono terrorizzata.
Vorrei solo spegnermi il cervello come un interruttore. Smettere di sentire che tutto quello che trovo bello ha un lato brutto e architettare i modi in cui finirà.
Voglio trattenere la bellezza. La stringo forte. Non voglio che mi scappi.

 

Camilla

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