To be (drunk) or not to be (drunk)

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Ho constatato di starmi troppo immedesimando nello studio dei disagi giovanili che stiamo facendo a scuola, in psicologia. Potrei evitare di studiare oggi pomeriggio e andare dalla prof a parlare delle mie personali esperienze. Professoressa, sono pronta per l’interrogazione, le parlerò del consumo di alcol in adolescenza. Dunque, può sfociare in alcolismo che è una vera e propria patologia psichiatrica; le cause sono il bisogno di accettazione; il desiderio di trasgredire; l’evasione dalle problematiche, dalle responsabilità e difficoltà; il fatto di percepire un rafforzamento della propria identità a vantaggio delle relazioni con gli altri. Ed è fondamentale ricordare che si tratta di una strategia perdente.

Che dire? Sono proprio io. Il mio profilo psicologico esatto. Andiamo per gradi allora. Bisogno di essere accettati. Diciamo che si esce la sera, con persone che non si conoscono e amici, e tutti gli amici riescono a socializzare. Tu no. Tu non sei in grado di instaurare un rapporto umano con qualcuno che non conosci. Mentre per gli altri è una bazzecola. Quando dici qualcosa nessuno ti ascolta. Quando fai una battuta, a nessuno fa ridere. E allora bevi. E’ l’unica soluzione che ti viene in mente lì per lì (che soluzione poi non è). Appena sei  brilla la situazione diventa così semplice, quegli ostacoli che vedevi prima scompaiono, tutti scompaiono, parlare non è più un problema. E allora per sicurezza bevi ancora un po’, perché vuoi “oltrepassare i limiti socialmente imposti”. Hahahahahahaha oltrepassare i limiti socialmente imposti, li sorpassi nel senso che manco li vedi a questo punto. Scompaiono. Scompare la vergogna, la timidezza, quell’insopportabile sensazione di disagio che faceva venire quasi la nausea. E diventa tutto evanescente, nebbioso, bellissimo. E ti rendi conto di essere ridicolo, di diventare patetico, di star dando spettacolo, perché sì, siamo ancora alla fase in cui te ne rendi conto, ma la cosa speciale è che non ti importa. Non ti importa cosa stanno pensando gli altri.
Ti importerà domani. Domani importerà tutto di più. E i problemi ritorneranno ed oltre a quelli che già avevi dovrai pure convivere col fatto di sentirti una merda. E sai che c’è? Lo sei. Sei debole, cazzo guardati. Patetica. Era così grave? Per me sì, per me era così grave sentirmi fuori posto. Proprio non mi piace, capisce prof? Proprio non mi piace. E allora preferisco sentirmi in nessun posto. Perché è più facile.

Prof: Camilla, ho un po’ paura a chiederti l’automutilazione…

 

Camilla

 

PS: sì, da adesso in avanti e per un lungo periodo metterò solo foto di New Girl

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