Pillole di disturbo

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Uno scrittore, alla domanda “Perché scrive solo cose tristi?” rispose “Perché quando sono felice esco”.

Mi sembra molto sensato. E userò questa frase come giustificazione al fatto che sto scrivendo poco. Ultimamente mi godo pochi film, anzi, preferirei non pensare al fatto che devo ancora vedere Revenant (che è costato l’Oscar al mio ammmòre) e The Hateful Height. Mi sento in colpa verso i miei idoli. Sento che mi additano e mi incolpano dai vertici di Hollywood! Recentemente mi sono data al teatro cercando di dissimulare il più possibile l’aspetto di un’intellettuale progressista, ma con scarsi risultati. Soprattutto perché temo di avere una capacità di analisi ridotta. Ed è forse il motivo per cui preferisco i film.
Ieri sera ho potuto avere l’onore di vedere il primissimo film di Tarantino: Four Rooms. E ne sono uscita terrorizzata. Tim Roth, in ogni grottesca vicenda rimaneva, secondo me, il personaggio più inquietante e se potessi parlare un attimo con Quentin gli chiederei il perché delle stranezze e degli andamenti bipolari del suo comportamento…
I dialoghi alla Tarantino spiccano eh, non si dica il contrario, rimangono sempre la punta di diamante.
Ieri sera invece ho tentato di vedere per la duecentesima volta Piramide, un horror che sarebbe una chicca se riuscissi a finirlo una volta che fosse una…
Ieri in particolare avevo un piacevole elemento di disturbo di cui non farò nome che me ne ha impedito la visione grosso modo dal primo fotogramma…
E tutto questo prologo era per arrivare a parlare del nostro signor Elemento di Disturbo che ha disturbato sì, ma non la mia quiete, ha disturbato l’accozzaglia di pensieri disordinati che avevo in testa dandovi ordine. Ed ora non sono confusa, sono perdutamente e lucidamente serena, come un bambino al pranzo di Pasqua, che sorride senza un motivo apparente. Io però un motivo ce l’ho. E la mia testa prova quest’emozione nuova di totale rincoglionimento, di ebete gioia, ed è un po’ imbarazzante ma in tutto ciò questo bellissimo Disturbo mi fa venire voglia di essere migliore. Che è una frase di Qualcosa è cambiato tra l’altro, e lo dice Jack Nicholson, tra l’altro. E quindi sicuramente è un segno del destino. È che mi fa strano riuscire a voler bene ad una persona così dal nulla, senza chiedermi il perché e io sono abituata ai perché, ve lo assicuro, la filosofa che è in me ha bisogno spasmodico di capire. Ma qui non c’è niente da capire. Qui purtroppo e per fortuna mi sto immischiando in qualcosa di drammaticamente cinematografico.
Ora il mio compito è di non mandare tutto in vacca.

Camilla

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