La morte è il ciglio sulla palpebra della luce

E’ un attimo. Una testata. Una caduta scomposta da un gradino bassissimo. Ti ritrovi di fronte ad un buco nero che istantaneamente ha fagocitato la poca flebile luce dei tuoi sogni. Rimani nel silenzio. Senza futuro. Senza il tuo logico avvenire. Senza futuro ma non senza tempo. Rimane scandito in quel buio che non ha forma. Non ho forma. Non c’è una strada, un cartello, niente! L’orologio continuerà a ticchettare con dolorosa puntualità e tu diventerai. Qualcosa diventerai. E non hai forma in cui stare. Crescerai e invecchierai con dei limiti, dei valori, delle idee cuciti come pezze, che si staccano alla prima incoerenza. E sarà tutto uno sballottare qua e là alla ricerca di una casa. Di un muretto, di un recinto, di un qualcosa in cui rientrare, da seguire. E allora cosa sei? Senza niente da seguire cosa sei? Che ne sarà di te? Polvere nel vuoto? Un pensiero impreciso lasciato sfuggire nel silenzio? Un pensiero senza senso.
Una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla. (Macbeth)

 

Camilla

PS: “La morte è il ciglio sulla palpebra della luce” – Mariella Mehr

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