Heaped Space

gustav-klimt-the-kiss

E’ così dolce come sapore che mi vergogno ad avercelo in bocca. Ma mi rimane sempre lì, sulle labbra, non va via un attimo. E non ne parlo perché mi sento ridicola. Quindi lo scrivo. E cerco di scriverlo bene, perché per una cosa così servono solo belle parole.

E’ solo strano sentirsi vulnerabili e provarci gusto. E’ strano avere paura e lasciare che se ne stia così scoperta, come sfoggiare una ferita. E’ strano sentire di poter stare tra due braccia, sotto un mento, nella concavità di un collo, spiaccicata contro una pancia, mani sul collo, naso contro naso, respiro nell’orecchio. E sentire di avere un altro spazio solo lì. Di aver creato qualcosa dove l’aria ha uno spessore diverso. Forse è più leggera. Non lo so, non ne capisco di certe cose. Non ci ho mai capito niente, e non le ho nemmeno mai provate. So che ora mi rendo conto di quanto sia scontato voler stare con una persona quando le si vuole bene. E’ tutto qui. E’ tutto molto più semplice. Semplice e bello. Semplice e leggero. Come l’aria. E ti scivola tutto via il tempo perché è talmente concentrato lo spazio per stare stretti stretti che bum, è come se sparisse. Come se il tempo cadesse in una buca e finisse direttamente dall’altra parte, senza fare strada. E tempo uno o due baci ed è già passato.

E niente, mi viene da piangere quando si chiude la porta ed esce.

Dio mio…a sessant’anni…come sarò ridotta?

 

Camilla

 

 

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