Lost in the fields

E’ simpatico perché ho scoperto che l’apice della mia realizzazione parrebbe essere tenere il cancellino aperto ai condomini che arrivano con le buste della spesa e vedono in me il Messia quando arrivo con le chiavi. Ho scoperto che temo si tratti anche dell’apice del mio altruismo. Mica male.

Ieri pomeriggio, dopo le tredici portate del pranzo di mio padre ho pensato di andare a fare una passeggiata. Per smaltire e per pensare. O per non pensare. Ci sono persone che devono riflettere sulle cose, io no, io ho bisogno invece di smettere di rifletterci. Di analizzarle e scomporle ed ipotizzarci sopra. Pensare è l’ultima cosa che mi serve. E la pianura con il suo vuoto torrido in questo aiuta. I campi sconfinati su cui batte il sole aiutano. Il vento ci corre in mezzo e ci sparpaglia sopra tutto quello che ho in testa, che mi blocca e mi fa male. Tutte quelle schifezze che mi otturano il cervello e mi rendono triste. Lì in mezzo al vento, a quel caldo turbinìo di nulla non sono felice, semplicemente posso concedermi l’altalenante e breve lusso di non essere. Tra un refolo e l’altro. E aspetto che il sole mi scaldi tanto da sbriciolarmi, così il vento porterebbe via anche me. Vorrei che il vento mi portasse via. Non che qui ci sia qualcosa di sbagliato. E’ che per certi ostacoli sono pigra. Per certi ostacoli bisogna tentare di superarli nonostante non si abbia voglia, motivazione o energia. Vorrei il vento che mi buttasse addosso il coraggio, vorrei che mi arrivasse sulla faccia come uno schiaffo. Vorrei sentirmi del tutto leggera da volare via, o pesante abbastanza da potermene stare qui, ferma, piantata per terra. E invece continuo ad ondeggiare, a spostarmi, ad inclinarmi senza avere le palle di rimanere immobile una buona volta. Dovrei sforzarmi di essere coraggiosa da sola, senza cercare compromessi per non ascoltare la mia testa, per poi implodere senza motivo. A forza di implodere i polmoni cominciano a bruciare. E non respiro. Con me stessa non respiro.

 

Camilla

PS: che come potete notare è tornata al suo antico splendore blue

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