Andando controvento ti sale la malinconia…e il porco cazzo

278 chilometri
5 tappe
320 ustioni
415 botte sulle gambe
Un numero imprecisato-che non sono interessata a conoscere nel breve periodo-di chili acquisiti.
Un misterioso ma gigantesco numero di nodi nei miei capelli che non hanno visto un balsamo in tutto questo tempo.
E di un’altrettanto gigantesca quantità trattasi l’ammontare di allergeni che si aggirano nel mio naso cagando il cazzo a quello che doveva essere un rilassante rientro.
In una settimana ho pedalato allegramente -l’allegramente va un attimo circoscritto- lungo il Canal du Midi, da Montpellier a Carcassonne, mettendo alla prova le mie capacità fisiche (che non mi hanno per niente deluso), e psicologiche che, ahimè, sono quello che sono.
L’esempio calzante sono stati i tratti (che sono arrivati a durare delle ore) di strada controvento. Oltre all’odio che ti istiga al lento e brutale assassinio di Arisa, pedalare col vento contro ti sottopone non solo ad un importante sforzo fisico, ma anche allo sforzo psicologico di non fermarti in mezzo alla landa desolata, urlare, lanciare la bici in mezzo al nulla e accoltellare tuo nonno e una mucca di passaggio solo per l’esigenza di sfogarsi.
Sì, credo anche io che dovrei prendere delle pastiglie.
Fatto sta che me la sono cavata procedendo con una media di 14 imprecazioni al secondo, più disperate richieste di pietà al Dio Eolo accompagnate da quesiti filosofici e deliranti sul perché sentisse la necessità di soffiare tanto forte, o quale vantaggio traesse dalla mia agonia.
Altra prova di forza è stata dover resistere una settimana alla mancanza di migliore amica e moroso. Sembra banale ma dopo qualche filmino mentale strutturato in stile MTV dove tu e lui vi tenete per mano e tu e lei ballate in piazza quando la notte è ancora giovane ecc…cominci ad intuire che il tuo cervello sta trovando strategie originali di colmare tae mancanza.
Ora. Appena ritornata la dinamica è stata: mangiare per permettere ai chili già precedentemente acquisiti di radicarsi con maggior solidità e correre incontro (o rotolare…a seconda) al proprio amore avvinghiandoglisi addosso e strappandogli un bacio con tanta violenza da destabilizzarlo. L’amore rende irrazionali. Schifosamente e meravigliosamente irrazionali. Ma di questo parlerò quando troverò le parole giuste.
Per ora combatto col mio naso e col polline fantasma che lo insidia.
Il pensiero che mi salva è quello di vedere la mia fedelissima confidente domani, dopo così tanto tempo.
E ho pure i soldi per offrirle da bere stavolta.

 

 

Camilla (scottata ma propositiva)

Un pensiero su “Andando controvento ti sale la malinconia…e il porco cazzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...