I wanna a perfect soul

Sapevo che prima o poi si prendono delle testate. Al posto dei ceffoni quando si è piccoli bisognerebbe prepararsi alle testate. Quelle sí che fanno male, quelle sí che insegnano. Le testate non si evitano. Si accettano sommessamente.
Io la mia la aspettavo con impazienza. Perché avevo bisogno di sentirmi sbattere contro la fronte tutte quelle cose che dentro di me sapevo ma fingevo di ignorare, o che non fossero importanti, o mi raccontavo delle bugie per fingere di non sapere che fosse sbagliato. Ma lo sapevo. E alla fine era giusto che qualcuno me lo dicesse. Senza giri di parole. Era giusto che qualcuno mi urlasse contro che cazzo era sbagliato e lo sapevo e dovevo cambiare. Era giusto che mi sentissi così colpevole e sbagliata. Non per autocommiserarmi, no, ma per smetterla di giustificarmi.

Piacere a tutti è un inutile spreco del proprio valore e delle proprie energie. Risorse che si potrebbero risparmiare per chi tiene realmente a noi. Io volevo piacere a tutti, anzi, voglio piacere a tutti. Sento sempre che avere la considerazione di qualcuno è un’occasione da non farsi sfuggire, che non si ripresenterà quindi compiaccio, sono cordiale, fingo un interesse che c’è si e poi anche no. Perché non mi interessa della persona, ma della attenzione che ripone in me. Stupido. Gli uomini scambiano la cortesia per disponibilità e un anno fa non sarei stata capace di rifiutare un invito o un’avance per reggere l’immagine disinvolta che avevo dato, per non deludere le aspettative. Ora no. Ho aspettative più importanti da non deludere, oltre alle mie, ho quelle di un ragazzo che non mi dedica semplici attenzioni, ma che mi vuole bene, e io ne voglio smisuratamente a lui, tanto che lo preferisco infinite volte al piacere a chiunque altro. Ma quello stupido bisogno resta. E io lo devo combattere in qualche modo. Se non per me, almeno per lui. 

Perché si meriterebbe di meglio, e io posso diventare meglio di così. 

Non posso permettermi di lasciarmelo scivolare via dalle mani a causa della mia insicurezza. 

Non posso.

Camilla (che come ormai avrete capito…è una merda)

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