faith

“Dare fiducia significa esporsi costantemente al rischio di essere traditi”

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Michelangelo Buonarroti’s “Pietà” in St. Peter’s Basilica, Vatican. (photo by Aurelio Amendola)

Finisco ora di leggere il libro di Claudio Burgio, Non esistono ragazzi cattivi. Ci ho messo i miei tre mesetti a concludere la lettura, non lo nascondo, la colpa è mia. Mi interessa tutto e non mi impegno in niente. Questo libro mi è interessato. Don Claudio Burgio mi è interessato. Mi ha affascinato come persona, mi ha intrigato il suo percorso, mi ha commosso il suo amore. Un amore così incomprensibile agli occhi di chi non crede, o di chi non ha una spiritualità. Ecco, io non credo, ma ho una spiritualità. Credo, in realtà che si tratti di una contrapposizione, perché avere una spiritualità è credere in qualcosa, sentire di possedere in profondità un mistero che nessuno può rubarti. Per Don Claudio sarà Dio, per me qualcos’altro, ma ci capiamo.

Quello che mi ha offerto attraverso questo libro  è stato la visione su un piccolo ma intricatissimo mondo che mi appartiene, eppure mi è distante. Esperienze di adolescenti contraddistinti dalle mie stesse esigenze, dai miei stessi desideri, dalle medesime paure e domande, ma portate alle estreme conseguenze da un dolore così opprimente da farli fuggire verso “l’annullamento nella noia”. Mi piace questa definizione. No, non è che mi piace, in realtà è perfetta. Perché spesso è quello che cerco anche io. Di annullarmi nella noia. Mettere a tacere quel poco di dolore che nella mia semplice monotona vita posso provare. È poco, ma è sufficiente per farmi venire voglia di scappare, di scrollarmi di dosso tutte le responsabilità.

E allora penso a quei ragazzi, quei ragazzi che Don Burgio accoglie in comunità, che la notte non dormono senza droghe, a volte, perché la loro mente è così pregna di dense preoccupazioni da tenerli svegli. E penso alla fortuna, allo stesso tempo, di poter conoscere una persona simile. Un prete che mette a disposizione tutta la sua vita, tutta la sua anima, tutto il suo orgoglio, il suo tempo, le sue preoccupazioni, le sue certezze per questi giovani. Un uomo che decide di essere educatore, di essere padre con l’umiltà così spaventosa di accettare che siano loro a cambiare lui, a rafforzare la sua fede, le sue convinzioni ed il suo amore.

In questo libro sono entrata in contatto con un amore che non conoscevo, ma è un amore autentico. È quell’amore che significa fiducia, che significa concedersi completamente al rischio di essere “traditi”. Come si fa a tollerare una cosa simile? Eppure sì, dev’essere così. Amore è non avere dubbi, o meglio, è qualcosa al di sopra dei dubbi. Amore è lasciarsi cadere, non è avere fiducia ma riporre fiducia. La fiducia è come il lievito. Fa gonfiare i grandi ideali, le grandi personalità, i grandi sentimenti. Si dice che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Questo non lo so. So che non potrei mai fidarmi di un estraneo, probabilmente Don Burgio riuscirebbe, io no. Però il suo messaggio è chiaro e mi basta per quel poco che ho. Io voglio dare tutta la mia fiducia alle persone più importanti per me, vuol dire dare loro tutta me stessa, significa dar loro un potere, una responsabilità. Mi sono donata, ecco cosa vuol dire. Donarsi è affidare una responsabilità. Donarsi è amare. Amare è affidare una responsabilità a qualcuno. E a me sembra semplice, autentico e bellissimo.

 

Camilla

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