Big Bounce

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Facciamo il punto della situazione. L’idea originaria di questo blog doveva essere di recensire film senza la benché minima competenza o senza uno straccio di follower  a cui potesse fregare un cazzo della mia opinione. Forse volevo cercare di manifestare il mio entusiasmo verso il mondo del cinema cercando di paragonare la mia vita, le mie esperienze e le mie emozioni ai film. A volte ciò che si vede allo schermo, ciò che un bravo regista riesce a fare con una buona fotografia, una bella sceneggiatura e un gran cast ha il potere di insinuare dubbi, di dar vita a terreno fertile per una riflessione, su sé stessi o su ciò che ci circonda. Non è così banale come sembra, o almeno mi piace pensarlo. Fatto sta che poi il blog ha preso una piega sentimental-patetica tra poesie e post deliranti sul mio egocentrismo e testi di canzoni che mi permettevano di sfogare il mio profondo bisogno di autocommiserazione, che alla fine ho perso di vista l’obiettivo e ho cominciato a scrivere di meno.

Un blog non è un diario, non è un “hey gente, vi rendo partecipi delle mie pippe mentali nella speranza che a qualcuno freghi una fava di come sto io”. Un blog è fatto per gli altri secondo me, per voi pochi che mi seguite e per i futuri che magari mi seguiranno. Vorrei che vi interessasse ciò che ho da dire e ciò che penso, non essere compatita, non è questo lo scopo.

Tutto ciò per arrivare ad una conclusione molto semplice.

Ho iniziato l’università, Fisica. Sono uscita da un liceo delle Scienze Umane credendo di essere un genio, una persona particolarmente brillante, per poi rendermi conto che non tutto mi è facile, non sempre posso vincere. Vorrei riportare quest’esperienza, perché le persone che non capiscono o non conoscono la scienza credono che renda solo più brutto il mondo, o che sia un ammasso di nozioni incomprensibili ideate da uomini senza altri interessi oltre ad una manciata di numeri. Vorrei che le persone percepissero la sua bellezza, percepissero che se esiste l’idea dell’esistenza di un Dio, di un qualcosa che va oltre, di una spiritualità o qualsiasi cosa in cui crediate, è grazie al fatto che siamo qui e cerchiamo di capirci da quando esistiamo e più capiamo, più ci rendiamo conto del mistero che ci avvolge e di quanto siamo lontani dall’avere una spiegazione. Non è bellissimo ? Il mistero. Perché l’arte, la filosofia, la letteratura, la psicologia devono essere slegate dalla disciplina che cerca incessantemente di comprendere come il mondo sia realmente e di conseguenza quale sia il nostro ruolo ? Trovo che quest’impresa sia affascinante, e sarebbe bello un giorno prenderne parte, per ora studierò, cercherò di capire ciò che è già stato scoperto, mi farò sbalordire e sbatterò la testa in tutti quei concetti così ostici che buona parte delle persone rigettano con disgusto e si rifiutano di apprendere, anche se ne sarebbero in grado. Ma non sono una divulgatrice scientifica, non sono una scienziata, non sono un’appassionata di fisica, non sono nemmeno una che ne sa molto su tutta questa faccenda dell’universo. Sono solo una ragazza che ha sentito il richiamo di quel mistero e spera di potercisi avvicinare giusto per capire quanto è profondo ed inconoscibile. Studio fisica perché vorrei capirla per arrivare a quella bellezza così intensa della natura, dell’universo e dell’uomo che ha ispirato le menti più brillanti, e fatto emozionare i cuori più sensibili.

Vorrei che questo blog potesse essere letto anche da altre persone, infine, che, come me, non si sono mai confrontate con i propri limiti. Vorrei che fosse loro di aiuto per capire che non sono soli, non sono sbagliati, non sono stupidi. Ogni giorno quando entro nella mia aula mi devo ripetere ogni secondo che tutto questo non è più grande di me, che non devo confrontarmi con gli altri, o spaventarmi se sembrano più capaci, più intelligenti. La lotta è con me stessa e perderò solo quando getterò la spugna perché avrò deciso di non credere in me, di non credere di essere all’altezza. Questa impresa è alla mia portata, è alla vostra portata. Tenete duro e accettate i fallimenti, accettate di non raggiungere l’eccellenza, accettate di non essere i migliori, di perdere a volte o spesso magari. E’ per voi che lo fate e per nessun altro.

Buona fortuna, la auguro a voi e a me.

Ce la faremo.

Camilla

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