Polenta

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Reduce da un mezzo meltdown sento di dover rendervi partecipi di alcune mie scoperte sperando che possano per voi cari, numerosissimi ed affezionatissimi lettori (ciao mamma, parlo di te) essere un giorno utili.

Settimana negativa. Ho evitato il tracollo emotivo giusto perché per Halloween il mio ragazzo ha avuto cuore di stare qui con me. Coccole, cibo ed una serie di altre variabili che sarebbe poco fine stare a descrivere mi hanno aiutato a posticipare il più possibile l’angoscia. Ma alla fine Ella inevitabilmente giunse e mi colpì come una mazza da baseball sui denti. Il giovedì mattina si è basato sul cercare di smettere di piangere per rendersi presentabili ed andare a lezione (la cosa del rendersi presentabili chiaramente non è venuta troppo bene).

Ed ora eccomi qui, raggiante. Cerco di scrivere questo post entro i prossimi due minuti perché la mia stabilità psicologica è così precaria che potrei perdere la motivazione in un istante.

Cos’è di grande aiuto? Studiare con degli amici. Amici che ne sanno un po’ più di te possibilmente. Amici che non vi prendano in giro se siete più lenti nella comprensione di concetti ostici o anche non ostici, che vi spieghino le cose con calma, senza dare nulla per scontato. Studiare discutendo, potendo fare molte domande e ricevere molti esempi è stimolante per voi e credo possa esserlo anche per chi spiega (me lo auguro). Assistere passivamente alle lezioni spesso fa sentire impotenti innanzi alla propria difficoltà di capire. Farete sempre fatica (escludendo le rare eccezioni che mannaggia a loro hanno già tutto chiaro nel cervello io manco so che cazzo di argomento stiamo affrontando). L’importante è che col tempo prendiate consapevolezza di essere in grado di superare questo gap, e man mano diventiate fiduciosi di poter capire, con i vostri tempi, ogni concetto. Non è facile. Ma studiare con gli amici vi ridà il gusto della sfida con voi stessi, mentre quando semplicemente non capite nulla vi sembra di non aver nemmeno giocato la partita. Cercate il più possibile modi per mettervi alla prova. È durissima. E anche se vi idratate poco come la sottoscritta riuscirete a piangere come dei salici, ma alla fine della salita ci sarà un cazzo di rifugio in cui fanno la polenta!

Che era una metafora terribile per dire che la fatica porta ad avere delle soddisfazioni…e per dire che la polenta vale sempre lo sforzo.

Me ne vado.

Camilla

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