“Gamelle” di aspettativa

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Mi sono interrogata a lungo e mi interrogo tuttora sul significato di quello che provo. La verità è che forse attribuiamo troppo significato a quello che proviamo, e a volte le cose non vanno come vorremmo e semplicemente proviamo delusione, amarezza e senso di inadeguatezza verso noi stessi quando in realtà non avremmo potuto avere il controllo sulla situazione. Ci sono dinamiche che trascendono la nostra capacità di adattamento, il  nostro impegno, la nostra volontà. Ci dimentichiamo di guardare al netto il risultato, quello che abbiamo ottenuto e ci focalizziamo troppo sul come ci fa stare. Un sacco di eventi ci fanno stare male senza un motivo specifico, rimuginare sulla propria sofferenza è talmente inutile da riuscire a farci sentire forse ancor più inadeguati.

Vi spiego, sennò sembra che parli a vanvera. Il mio esame è andato male. Tuttavia ho preso un bel voto. Ho terminato sia lo scritto che l’orale non con la soddisfazione che tanto desideravo. Come un bel voto per un tema. Purtroppo non va così. Sono felice del voto che mi è stato dato perché credo rispecchi il mio impegno. Sono molto delusa dalla mia prestazione perché non avrei mai voluto che tutto quello in cui avevo investito le mie energie finisse per dipendere dal mio stato d’animo al momento dell’esame. E per questo devo ringraziare di aver avuto un professore che magari è riuscito a vedere, al di là degli errori, delle imprecisioni, dei momenti di vuoto, una persona che nel suo piccolo ce l’aveva messa tutta. E ce l’ho messa tutta. Di questo devo essere orgogliosa. E fossilizzarmi sul non essere così felice, così gratificata come avrei voluto mi toglie solo del tempo che mi sarei potuta godere invece.

Forse si dà per scontato, a volte, che l’impegno sia sufficiente, purtroppo non si valutano le buone intenzioni, purtroppo o per fortuna. Amareggiarsi a che serve? Avrei potuto non superarlo affatto questo esame, e lì come mi sarei potuta sentire? Vedete che sono una scimunita? Bisogna sempre cercare di vedere quello che si ha, quello che abbiamo guadagnato, il resto è fuffa inutile, frutto del fatto che passiamo troppo tempo a pensare.

 

Camilla

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