Dalle cronache di un’universitaria con considerevoli sbalzi d’umore

So beautiful.

Punto della situazione: serenità insolita, serenità inaspettata, serenità sospettosa.

Credo sia una sorta di “canto del cigno” psicologico, manca poco più di una settimana agli esami e sono tranquilla. Sto cercando da un paio di giorni di indagare su quest’inspiegabile stato del mio cervello ma niente, non c’è un valido motivo per stare tranquilli, eppure lo sono. L’unica certezza che mi rimane è che nel giro di ventiquattro ore dovrebbe tornare tutto alla normalità e ripiomberò nell’abisso delle mie angosce. Quindi credo che sia più che lecito crogiolarmi in questo stato d’animo finché posso.

Ieri sera rasentavo il delirio, dopo un colloquio con un mio professore mi sono piazzata in biblioteca, distratta ma motivata sono rimasta fino alle sette di sera, una volta a casa, dopo aver lavato i piatti, preparato la valigia, fatto tutta una serie di cose poco da me, ho deciso di sedermi al tavolo e di finire i miei schemi. Vi spiego. Per me è strano mettermi a studiare nel mio appartamento di Pavia, lo considero come un piccolo rifugio e quando torno dall’università, dopo una giornata stressante in cui ho dovuto mettere a dura prova la mia autostima scervellandomi su concetti difficili, voglio solo rintanarmici, prepararmi la cena, guardare un film e crollare a letto. Se proprio torno presto mi metto a fare qualche esercizio, ma è raro, e solitamente lo faccio in preda a crisi d’ansia. Ieri è stato quasi adrenalinico, una botta di energia mi ha dato la carica per finire una volta per tutte quei dannatissimi schemi e non mi sono alzata da quella sedia finché non li ho finiti. Al termine ero esausta ma pienamente soddisfatta di me e della giornata, caso più unico che raro. E’ meglio che faccia considerazioni su me stessa in questi rari episodi di ottimismo cosmico prima di ripiombare nella paura.

E’ incredibile come diventi difficile vedere tutti i lati negativi che si vedevano nitidamente prima quando si è in un momento buono.

 

Camilla

 

NB: l’immagine non ha senso, è che ho cercato “ottimismo” e mi è uscito questo elefante. Mi ci sono immedesimata molto.

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